Un gesto all'improvviso di Franco Valobra Edizioni Angolo Manzoni Romanzo 121 pag. - Euro: 10,00
ISBN: 88-88838-41-4
Recensione a cura di Piera Rossotti Pogliano Romanzo in dieci scene e un intermezzo, recita il sottotitolo. Si tratta, in realtà, di dieci racconti che
si possono anche leggere in ordine sparso, ma "intrecciati" tra loro da un motivo conduttore, il compositore
Domenico Cimarosa, presente accanto a tutti i personaggi del libro, con la sua musica o, addirittura, come figura
paterna da "uccidere" per liberarsi di un complesso edipico. Piccole storie un po' surreali, eppure intrise di
quotidianità, quelle di Franco Valobra, che attirano come le ciliegie e si fanno leggere con divertita curiosità,
una dopo l'altra, ironiche, leggere, sorprendenti nel finale. I personaggi - quasi tutti maschili - sono quelli che
incontriamo ogni giorno, ma la lettura di questo libro ci insegnerà a vedere con occhi nuovi: dietro il direttore
di banca, stanco della sua vita agiata e un po' noiosa, il tranquillo professore di biologia, il giovane automobilista
che ha causato un grave incidente, infatti, possono nascondersi individui sorprendenti, capaci di inventarsi una
nuova identità e professione, di sedurre Satana in persona, o di trovare, inaspettata e incredibile, una sensazione
di folgorante felicità.
Franco Valobra nasce a Torino il 16 marzo 1924. A vent'anni si iscrive clandestinamente al Movimento Giovanile
del Partito d'Azione e in quella occasione conosce e stringe amicizia con un compagno che resterà un suo punto
di riferimento per tutta la vita: Claudio Gorlier. Terminata la guerra, si laurea in farmacia, ma dopo
cinque anni decide di dedicarsi al giornalismo e alla critica cinematografica. Autore di saggi su Camus,
Ezra Pound, Jung, Pavese e Vittorini, di interviste-saggio a Fred Astaire, Ginsberg, Vargas Losa, Ionesco e Sciascia,
partecipa anche come attore ad alcuni film (uno per tutti: Il nome della Rosa).
I commenti di chi ha acquistato e letto questo Libro...
Commento 1
Io l'ho letto e mi è piaciuto. La prima volta lo portavo con me anche
Mentre cucinavo. Tra un assaggio e l'altro un pentolino che bolliva e l'altro...
Correvo a sfogliare due pagine, incuriosito, divertito...
Alleggerito dei miei pensieri e delle mie grane quotidiane.
Aldo
Commento 2
Continuo sempre a rileggerlo e continua sempre a piacermi,come una vecchia pellicola
in bianco e nero.
Anonimo
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Sollevò le braccia
divaricate verso l'alto
e cantò
uno dei pezzi
da lui favoriti
di quella
semisconosciuta
opera buffa
di Cimarosa.
"Chi inventò l'Asinità?",
con la sua bella
voce intonata.
E poi,
secondo copione,
al cielo tre Ah!
Uno dopo l'altro,
onomatopeicamente simili
al raglio di un asino.
Nel cortile
i pavoni
fecero sparire
in fretta la ruota
e corsero
come impazziti
zigzagando.
Lui richiuse la finestra.
Non voleva
che quel canto
fosse scambiato
per un messaggio al mondo.
Era semplicemente
l'espressione
della sua
autentica allegria.
E allegramente
scoppiò a ridere
quando quel pensiero
gli venne in mente.
Sul serio
chi l'aveva
davvero inventata
l'Asinità?
Era,
per fortuna,
una domanda
senza risposta.