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Storie interrotte
di Simonetta Barocchi
L'Autore Libri Firenze
Antologia di Racconti
68 pagine
Euro: 7,20
ISBN: 88-517-0984-X
 
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Steso carponi a terra,
Giuseppe stringeva fra le mani
il suo fucile da caccia a canna corta.
Era un'arma adatta per la caccia bassa,
nel bosco,
una calibro docidi a pallini,
per i tiri ravvicinati.
Non aveva mai fallito un colpo
e garantiva un tiro
piuttosto preciso,
senza un eccessivo rinculo.
 

Recensione a cura di Viviana Gigantiello
Mi sono chiesta da dove sbucasse la forza straordinaria delle due brevi e intense storie che ci racconta Simonetta Barocchi. Diverse, ma pervase entrambe dalla diabolica strategia del caso, che determina, distorce e influenza il lavorio apparentemente privo di senso dell'uomo, queste storie si trasformano lentamente, e di nascosto, in tragedie, senza clamore. Nella sofferenza e del disagio che amano il sussurro e non fanno chiasso.
Nel primo racconto, La stagione di caccia, la forza del quotidiano, la sistematicità del suo ripetersi in piccoli gesti, all'apparenza insignificanti, ma che ci consentono di sopravvivere all'insopportabile, si trasforma, per caso, in sintomo di irreversibile malessere.
Ecco l'energia del primo: "non ci si può sottrarre al destino che lui ci ha assegnato, anche se le sue strade spesso risultano assurde ed imperscrutabili".
Nel secondo racconto, Insieme fino alla fine, il caso usa nuovamente la sua mannaia e spiazza il lettore insieme allo stesso protagonista in un rincorrersi di ricordi amari e di eventi che, forse, si sarebbero potuti cambiare.
Ecco la forza del secondo: "A volte è un bene che non ci siano possibilità di scelta e che sia il destino a decidere per noi"
Mi è venuto in mente un pensiero di Javier Marias letto in uno dei suoi libri più belli: "Tutto viaggia verso il suo stesso svanire e si perde e poche cose lasciano traccia, soprattutto se non si ripetono, se avvengono una sola volta e non tornano più, altrettanto fanno quelle che si assestano troppo comodamente e tornano ogni giorno e si sovrappongono, neppure quelle lasciano traccia"
Il segno che lasciano queste due storie sta nel dubbio o nella certezza che resta al lettore di pensare e credere, fino all'ultimo gesto dei protagonisti, che la vita sia già scritta altrove
 
Simonetta Barocchi, è nata a Roma, dove vive. Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne all'Università di Roma La Sapienza, ha insegnato per circa dieci anni nelle scuole medie e superiori della Capitale, prima di passare nei ruoli della Pubblica Amministrazione. Storie interrotte è il suo libro d'esordio, ed ha inoltre recentemente pubblicato due storie in Laboratorio di Scrittura Creativa, edizioni Aracne. Simonetta è un'accanita lettrice di narrativa, arte, filosofia e saggistica, quasi sempre in lingua originale..
 
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