La donna del catalogo
e altri racconti jugoslavi di Autori Vari Edizioni Trauben per Maja Editore Antologia di racconti 105 pagine
Euro: 12,00
ISBN: 88-87013-77-2
"...si esercitava sempre più a lungo,
traducendo le frasi da una lingua
a una seconda, una terza, una quarta.
E cominciò a credere che tanti mali
provengono anche dal fatto che gli uomini
non sono abituati né ad ascoltarsi,
né a capirsi tra di loro, e nemmeno
prestano attenzione alle parole.
A suo parere,
si sarebbero dovuti disabituare gli uomini
dal maneggiare i fucili
e invece insegnare loro
a maneggiare le parole.
Recensione a cura di Piera Rossotti Pogliano Lo "scisma" del generale Tito, la conseguente accusa di "deviazionismo" e l'espulsione della Jugoslavia
dal Cominform ha come effetto positivo la libertà, per gli scrittori, dal giogo del Realismo socialista: così,
gli scrittori jugoslavi della metà del secolo scorso, liberi dall'obbligo di farsi "ingegneri di anime",
possono proseguire le loro sperimentazioni trovando una "via jugoslava" capace di condurre al progressivo
superamento del Modernismo e all'approdo sulle variegate spiagge del Postmodernismo.
La raccolta curata da Ljiljana Banjanin presenta nove racconti di scrittori jugoslavi contemporanei
che ben documentano questo passaggio, dal più noto Danilo Kis (1935-1989), alla scrittura femminista
di Milica Micic Dimovska (n. 1947), a Vladimir Pistalo (n. 1960), pur attraverso scelte moderate,
come dichiara la stessa curatrice della raccolta, evitando quindi la prosa sperimentale, l'esoterismo,
la prosa documentaria di guerra.
I racconti qui proposti sono un valido esempio di ricerca di tecniche narrative e di scrittura che riflette
su se stessa e sul suo processo creativo, ma sono anche - al di là degli aspetti formali - interessanti
per il piacere che vi si ritrova di raccontare la vita e i suoi percorsi non lineari. Per questo,
sono racconti godibili, che vanno al di là di tutti gli "ismi" possibili per arrivare al cuore dei lettori.
Come, del resto, deve fare la buona scrittura letteraria, il cui scopo non è quello di offrire argomenti
di speculazione ai critici, ma di coinvolgere chi ama leggere.
Questa raccolta ci riesce.
La raccolta è stata curata da Ljiljana Banjanin, lettrice di lingua serbo-croata all'Università di Torino.
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