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La metamorfosi del professor Strunz
di Ezio Saia
Edizioni Serarcangeli
Romanzo
150 pag. - Euro: 13,00
ISBN: 978-88-7408-099-1
 
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Possono farmi
qualsiasi cosa,
ma non togliermi
la libertà di pensare
e sentire quel che voglio.
Non possono entrare
nella mia anima
a dare ordini.

 
Recensione di Gianluca D’Urso
La mansuetudine del professor Strunz è scritta nel suo codice genetico. Quando il dottor Ciripalli, specialista del settore, diagnostica l’anomalo metabolismo da ruminante del matematico, non fa altro che leggere la sua storia e, al contempo, il suo destino, come un abile cartomante. Strunz è un novello Bartleby, un uomo di in-azione, che subisce inerme gli attacchi del suo nemico giurato, che lo perseguita e ossessiona: il riflusso della cultura sessantottina, ovvero quel che ne rimaneva negli anni Novanta. A differenza dello scrivano di Melville, però, il professore si logora nel rancore. A cominciare da quando, poco più che adolescente, il corteggiamento della sua futura moglie lo costringe ai concerti degli odiati cantautori e ai dibattiti dei disprezzati gruppi di sinistra, per finire al momento in cui la sua routinaria vita professionale viene funestata dall’avvento delle nuove teorie pedagogiche. Proprio queste ultime costituiscono l’innesco della prima trasformazione del mite Strunz da figura di secondo piano del consiglio scolastico a strenuo capeggiatore dell’opposizione al rinnovamento. La seconda, definitiva, metamorfosi kafkiana è un ritorno all’originale docilità in una sorta di ciclo cosmico. Ma i propri tormenti, suggerisce la storia del professor Strunz, ciascuno li porta con sé ovunque, persino nella trasmigrazione in un nuovo corpo. Può capitare che la fuga da una specie asservita all’autorità di una presunta egemonia culturale, si concluda in un’altra specie assoggettata al dominio di un malgaro presunto zoofilo, con l’aggravante del persistere dell’ossessione per le lettere livorose da recapitare agli esponenti più in vista tra i politici del centro-sinistra. Il professor Strunz è una sorta di pellicola per negativi di un personaggio di Tondelli –con il quale Saia ha in comune la ricerca di una colloquialità estrema nello stile del linguaggio e l’abbondante uso di neologismi– arruolato nelle schiere degli avversari politici delle figure dello scrittore emiliano, rivelandosi in questa distanza ideologica e culturale un perfetto uomo del suo tempo.
 

Ezio Saia è laureato in Ingegneria Elettrotecnica (Politecnico di Torino) e in Filosofia (Università di Torino). Ha scritto quattro trattati di filosofia (Filosofia dei paradigmi, Riflessioni sull’arte, Giudizi politici, Società e cultura ) e quattro romanzi (Il morbillo e la chela, La città e il demonio, Il re degli anarchici, La metamorfosi del professor Strunz), per ora tutti inediti, eccetto l’ultimo, ovviamente!

 

 
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