Il Rifugio degli Esordienti
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SECONDO LIVELLO: LO SCRITTORE
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Se vogliamo portare il nostro livello di lettura ad un livello più alto, dopo aver effettuato una lettura di primo livello, cioè da spettatore, dobbiamo riprendere in mano il testo e rileggerlo con gli occhi di uno scrittore. Così come un tecnico progettista analizza un prodotto della concorrenza, smontandolo nelle singole parti per capire quali siano le soluzioni che il progettista rivale ha escogitato per risolvere vari problemi, e come poi queste parti siano state assemblate insieme per costituire l'oggetto finale, allo stesso modo un lettore di secondo livello dovrà smontare il testo in esame, scomporlo nei suoi componenti di base, ed analizzare ciascun elemento ed il modo in cui essi vengono composti insieme nel testo. Definiremo quindi questo livello di lettura quello dello scrittore.
Esso è il più utile per tutti coloro che, oltre che lettori, sono anche scrittori, perché è quello che meglio consente di far tesoro della lettura di un testo per migliorare il proprio livello di scrittura.
 
In prima battuta, gli elementi fondamentali in cui va sezionato un testo prima di analizzarlo sono almeno tre:
 
1) La trama
2) Gli ingredienti (cioè i personaggi, il punto di vista, l'ambientazione, il tempo, etc.)
3) Il linguaggio e lo stile

Tuttavia ciascun lettore può incrementare quest'elenco aggiungendo gli elementi che ritiene fondamentali nella struttura di un testo [ad esempio i dialoghi o la punteggiatura]. In questo vademecum prenderemo però in considerazione solo questi tre!

1. La trama

Possiamo definire la trama come il filo invisibile che collega tutti gli elementi di una storia, ed in riferimento ad essa è quindi lecito porci le seguenti domande domande:
 
- La storia che abbiamo letto ha una trama valida e coerente, con un inizio, uno sviluppo e una conclusione?
 
- Possiamo rispondere con chiarezza alle famose cinque "W" della scuola anglosassone di giornalismo (who, what, where, when, why)? Ossia: Chi è il protagonista? Cosa succede nella storia? Dove si svolgono i fatti? Quando si svolgono le vicende della storia? Perché ciascun personaggio agisce proprio in quel modo?
 
- C'è una sola trama, o ci sono delle trame secondarie? E in tal caso si riescono a seguire agevolmente le diverse vicende intrecciate?
 
La risposta a queste, e ad altre eventuali domande a proposito della trama, consentono al lettore di secondo livello di formulare un giudizio su di essa: se ci sono dei gravi difetti nella trama [nessi di causalità non rispettati, errata sequenza temporale dei fatti, avvenimenti inspiegabili o non giustificati dai fatti precedenti], anche lo stile migliore difficilmente potrà fare di quella storia una bella storia!

2.1 Gli Ingredienti: I personaggi

Nell'esaminare i personaggi, abbiamo soltanto l'imbarazzo della scelta tra le varie domande che si presentano subito alla mente:
 
- Quali tipi di personaggi si incontrano (sono esseri umani o fantastici, animali, ecc.)?
- C'è un protagonista?
- Quali sono i personaggi secondari e qual è la loro funzione?
- Ci sono personaggi inutili o non ben delineati?
- Ci sono anche semplici comparse?
- Come vengono presentati i personaggi (attraverso l'azione, la descrizione, o in altro modo)?
- Sono piatti o ben caratterizzati? Sono credibili?
- Sono funzionali al procedere della storia?
- Sono simpatici o antipatici? In che modo l'autore ce li ha resi tali?

 
Relativamente ai personaggi, un'analisi di secondo livello deve dunque esprimere pareri sul modo in cui essi vengono presentati, segnalare personaggi non ben delineati o che compaiono o scompaiono dal testo in maniera inspiegabile, manifestare la sensazione che alcuni personaggi siano inutili, se non dannosi, al corretto fluire della storia.

2.2 Gli Ingredienti: Il punto di vista


Una storia può risultare più o meno coinvolgente per il lettore a seconda del punto di vista da cui è raccontata. Ogni storia, però, ha un punto di vista che le si adatta meglio. Il lettore di secondo livello ha il compito di valutare se l'autore ha scelto quello giusto per raccontare la sua storia. Anche in questo caso risulta utile porsi qualche domanda. La prima è ovviamente la seguente:
 
- Da quale punto di vista è raccontata la storia?
 
Solitamente esistono tre punti di vista per raccontare una storia.
Il primo punto di vista è quello del narratore esterno che sa tutto e racconta la vicenda in terza persona. Con questo tipo di scelta, il narratore può rivelare anche i pensieri, i sogni, o i desideri dei vari personaggi. Ma può, se vuole, anche rivelare la sua stessa presenza.
Il secondo punto di vista è quello del testimone che narra la storia e che sa e racconta soltanto ciò che ha visto personalmente, ciò che gli è stato riferito, oppure i propri pensieri e le proprie congetture, ma non quelli degli altri, che gli sono ignoti.
Il terzo possibile punto di vista è quello del protagonista, in cui la narrazione è fatta in prima persona dal personaggio principale della storia.
 
Individuato dunque il punto di vista, o i punti di vista nel caso ci siano più storie intrecciate, che l'autore ha scelto per il suo racconto, ecco, quindi, la domanda fondamentale:
 
- Il punto di vista scelto dall'autore ci sembra adatto alla storia?
 
La scelta di uno dei punti di vista può infatti rendere più o meno coinvolgente per il lettore l'intera vicenda!
 
Ed inoltre ci si può chiedere:
 
- Il narratore è un "vero" narratore, ossia un essere "fatto di parole", come lo definisce Vargas Llosa, oppure da esso traspare un po' troppo l'autore e il suo modo di vedere le cose?
 
In altre parole siamo davvero di fronte ad un narratore esterno o invece il narratore "è" l'autore stesso che non ha saputo liberarsi dalla sua biografia?

2.3 Gli Ingredienti: L'ambientazione

Anche qui, tutto è relativo alla storia che stiamo esaminando. Ad esempio, in un thriller non si richiede un'ambientazione troppo accurata, perché il lettore, in questo tipo di lettura, cerca il rompicapo intellettuale, oppure l'intrigo e l'azione. In un romanzo storico, viceversa, l'ambiente è fondamentale e deve tenere conto dell'epoca storica, per non rischiare il ridicolo e l'anacronismo, come nei vecchi film hollywoodiani ambientati all'epoca dell'impero romano, in cui attrici maggiorate indossano chiaramente il reggipetto sotto le tuniche! Comunque, anche senza arrivare a queste esagerazioni, può capitare di leggere dei testi che contengono incongruenze di questo tipo, che un lettore di secondo livello deve senz'altro smascherare.
Le domande che risultano d'aiuto per questa anali ambientale sono dunque le seguenti:
 
- La vicenda è ben ambientata?
- Le notazioni relative all'ambiente sono troppo generiche, o al contrario troppo precise ed accurate?
- L'ambientazione scelta dall'autore è funzionale ed adeguata rispetto alla storia?

2.4 Gli Ingredienti: Il tempo della narrazione


Prendiamo poi in considerazione l'aspetto temporale della vicenda e proviamo a chiederci:
 
- In quale epoca sono collocati gli avvenimenti?
- E' facile capirlo, o bisogna intuirlo attraverso i dettagli?
- Quanto durano gli avvenimenti della narrazione?

 
In alcuni casi, per esempio nell'Ulisse di Joyce in cui l'intera vicenda dura una sola giornata, la durata e la collocazione temporale del racconto sono chiaramente espressi. In altri casi il lettore può avere delle difficoltà a rendersi conto del tempo trascorso da un evento all'altro, oppure ci si trova di fronte ad eventi che normalmente avrebbero durate notevolmente diverse e che invece sembrano svolgersi simultaneamente e durare lo stesso tempo. È chiaro che anche queste considerazioni possono far parte di un giudizio di secondo livello.

3 Il Linguaggio e lo Stile

L'ultimo degli elementi in cui abbiamo scomposto il testo nella nostra analisi è il linguaggio e lo stile. Per questo tipo di esame sarà bene esaminare l'aspetto linguistico, a cominciare da ortografia e sintassi. E' un aspetto molto importante! La presenza di errori, magari banali, potrebbe far cestinare da un editore un racconto o un romanzo di per sé valido. Dobbiamo concentrarci quindi, anche sugli errori ortografici e sugli errori di battitura che il correttore automatico non può individuare, perché le singole parole sono esistenti, ma mal combinate, come in questa frase di esempio:
"Il signora entro del bar è Chiese un corvetto".
 
Per quanto riguarda la sintassi, il discorso è più difficile. A volte, infatti, l'errore sintattico è voluto dall'autore per rendere un certo modo di parlare o un certo tono narrativo, altre volte è un vero errore. Tocca al lettore attento distinguere ma, nel dubbio, sarà bene segnalarlo comunque, magari con tanto di punto interrogativo, in modo che sia poi l'autore a decidere sul da farsi, magari ponendo in corsivo o tra virgolette l'errore voluto!
 
Ci possiamo anche porre alcune domande, per conoscere meglio gli aspetti stilistici e linguistici.
 
- Quale registro linguistico ha scelto l'autore? (formale, informale, gergale...)
- Le scelte lessicali sono appropriate a tale registro?
- Ci sono descrizioni? Sono poche/molte/troppe/noiose...?
- Ci sono dialoghi?
- Sono credibili?
- Servono anche a far procedere la storia, o si possono eliminare senza grave danno?

 
Rispondere a queste domande e fornire all'autore anche questo genere di impressioni può voler dire aver fatto davvero una buona analisi di secondo livello.
 
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