Il Rifugio degli Esordienti
Lettura Incrociata Agenda Esordiente Iniziative Interattive Soccorso Esordiente Professione Esordiente Vetrina Esordienti

TERZO LIVELLO: IL CRITICO LETTERARIO
Pagina precedente
Se ci siamo spinti fino a fornire del nostro testo un'analisi di secondo livello, possiamo dire di aver fatto assai di più di quanto non faccia abitualmente un lettore qualsiasi. Spingere ancora oltre la nostra analisi è davvero un lavoro da professionisti, ed è praticamente impossibile costruire una "griglia" o anche solo un insieme di domande-guida che si adatti a tutti i tipi di opere. La lettura più approfondita deve essere mirata a "quella" determinata opera che si sta leggendo, ed il critico deve costruirsi la sua strada, trovare la giusta angolazione per penetrare più in profondità.
 
È ovvio che un'analisi di questo tipo è giustificata solo per opere che abbiano lasciato emergere, in un'analisi di secondo livello, un numero di elementi positivi tali da motivare lo sforzo che l'analisi di terzo livello comporta. Un'analisi di questo tipo infatti, non può prescindere da un minimo di studio della problematica in questione ed è quindi, come si diceva, un lavoro da professionisti. Un libro illuminante per questi aspetti, e molto stimolante per chi scrive, è Lettere ad un aspirante romanziere di Mario Vargas Llosa: in esso un grande romanziere riflette sul proprio mestiere attraverso una serie di lettere ad un immaginario giovane scrittore. E' un libro breve ma densissimo, senz'altro da leggere!
Ma torniamo alla descrizione del terzo livello di lettura: essenzialmente, si tratta di riprendere l'esame dei punti già elencati per il secondo livello, tentando di "scavare" a partire dall'analisi della trama, dell'ambientazione, del linguaggio e dello stile. Sarà poi l'opera stessa e la nostra esperienza di critico letterario a suggerirci nuove direzioni.
 
Riesaminiamo quindi le tre componenti fondamentali del racconto:
 
1) La trama
2) L'Ambientazione
3) Le tecniche di scrittura

1. La trama

Più che di trama, sarebbe meglio parlare, a questo livello, di struttura narrativa. Cominceremo col segmentare il testo in unità narrative, o macrosequenze, di solito coincidenti con l'entrata o l'uscita di scena di un personaggio o con un cambiamento di luogo o di tempo. Queste unità narrative hanno lunghezze variabili e sono a loro volta frazionabili in nuclei più ristretti, detti microsequenze, che possono essere di vario tipo: narrative, descrittive, dinamiche se descrivono azioni, ecc. Dal punto di vista della narrazione poi, alcune di queste microsequenze sono più "importanti" di altre ma tutte, nel loro insieme, contribuiscono a dare alla storia un certo ritmo ed un certo tono. Gli autori affermati utilizzano le microsequenze all'interno delle macrosequenze non certo in maniera casuale, ma proprio per dare al loro testo il ritmo ed il tono desiderato. Scoprire ed elencare le macrosequenze e le microsequenze più importanti in un'opera sotto esame, può essere utile all'autore per migliorare il suo testo, quanto una radiografia può essere d'aiuto ad un medico per valutare la gravità di un trauma. Dopo l'analisi sarà infatti l'autore a stabilire se è il caso di aggiungere, modificare, o eliminare dal testo qualche microsequenza per dare a qualche macrosequenza il taglio desiderato.
 
Per dare un esempio di come le microsequenze vengano utilizzate dagli scrittori esperti all'interno delle macrosequenze per dare un certo taglio al racconto, facciamo un esempio con una macrosequenza famosa e diffusamente studiata. Si tratta di un brano de "I promessi sposi" di Alessandro Manzoni che tutti abbiamo studiato a scuola, e che possiamo sicuramente andare a ripescare per capire questo esempio.
 
La macrosequenza in questione è quella che descrive il tentativo di matrimonio tra Renzo e Lucia, cominciando con la celebre frase "Carneade, chi era costui?" per terminare con la spropositata richiesta di aiuto di don Abbondio e le campane suonate a martello dal sagrestano Ambrogio.
 
Ed ecco di seguito le microsequenze attraverso le quali essa si sviluppa:
 
- La presentazione di don Abbondio.
- L'annuncio da parte di Perpetua della visita di Tonio.
- La comparsa di Agnese, per "distrarre" Perpetua, e dare il "via libera" a Renzo e Lucia.
- L'entrata di Tonio e Gervaso .
- L'ingresso di Renzo e Lucia, mentre don Abbondio è distratto perché scrive una ricevuta per Tonio.
- Il tentativo di matrimonio.
- La reazione di don Abbondio.
- Le ripercussioni sul paese, quando la gente sente le campane a martello.

 
La terza e l'ottava scena sono esterne, tutte le altre si svolgono in un interno. Le più importanti, la sesta e la settima, sono particolarmente concitate nel ritmo, le frasi brevi e rapide. In tutta la macrosequenza prevalgono la caratterizzazione dei personaggi e l'effetto comico.
 
Vista così, l'analisi e l'uso delle microsequenze e macrosequenze in un testo sembra quasi qualcosa di semplice e scontato! Pensiamo però quale approfondita riflessione strutturale deve aver fatto un autore esperto come Manzoni per creare scene così vive, con quei rapidi passaggi interno-esterno, l'alternarsi di dialogo e di narrazione, che nel caso particolare è fatta da un narratore esterno e onnisciente, che tira i fili come un abile burattinaio!.
 
L'analisi accurata della struttura di un'opera, quindi, è utile al lettore, perché gliene rivela i meccanismi e gli permette di valutare le scelte dell'autore, al fine di comprenderne meglio gli intenti, ma è utile anche all'autore perché consente a quest'ultimo di verificare quanto i suoi intenti di narratore siano stati raggiunti.
 
A questo punto, possiamo riprendere il testo nel suo insieme e individuare all'interno della trama il livello di fabula e quello di intreccio.
 
La fabula è l'insieme degli avvenimenti, collegati dai nessi causali e presentati in ordine cronologico: in una parola, il riassunto.
 
L'intreccio, invece, è la presentazione degli eventi decisa dall'autore secondo l'ordine cronologico e logico che ritiene più opportuno, con digressioni, anticipazioni e flashback. Soltanto lo studio dell'intreccio nel suo insieme ci rivelerà i meccanismi di composizione dell'opera.
 
Un opera può avere una buona fabula ed un cattivo intreccio, o viceversa!

2. L'ambientazione

Abbiamo già parlato dell'importanza dell'ambientazione nella sezione precedente: ora si tratta di analizzarla più a fondo, esaminandone anche il grado di soggettività o di oggettività e chiedendoci se quello che leggiamo stia o meno diventando parte della nostra esperienza. Se possiamo rispondere di sì, ci troviamo di fronte ad un libro scritto veramente bene.
L'autore può seguire strade diverse per condurci a questa condivisione di esperienza: per esempio, ci può comunicare delle percezioni fisiche attraverso i cinque sensi ( farci "vedere" delle scene, ma anche farci "ascoltare suoni e voci, rievocare nella nostra memoria odori, sapori, sensazioni tattili...), o percezioni psichiche. Dovremo, dunque, studiare la presenza di questi elementi nel testo, e poi cercare di capire come e se lo scrittore sia riuscito a porgerli...

3.1 Le tecniche di scrittura: Le tecniche narrative

Chiunque di noi abbia provato a scrivere un testo narrativo sa bene che la scelta di una determinata tecnica è un momento delicato dal quale può dipendere la buona o la cattiva riuscita di un lavoro.
Possiamo scegliere (e, ovviamente, alternare!):
 
- il semplice discorso narrato;
- il discorso indiretto (utile, ad esempio, per riferire dettagli la cui conoscenza è indispensabile ai fini della comprensione della storia, ma che risulterebbero noiosi se forniti attraverso un dialogo);
- il discorso indiretto libero(il discorso, sempre in forma indiretta, viene in parte slegato dalla proposizione reggente , p. es. "egli dice che...", per lasciare emergere uno stile che mantiene alcuni tratti propri della forma diretta come l'uso dell'indicativo o dello stile a frasi spezzate, anche se è pur sempre il narratore a prestare voce al personaggio. Esempio: "Mi promette mille cose, con le lacrime agli occhi. Sarà più attento, studierà di più, non si lascerà influenzare dalle cattive compagnie...");
- il discorso diretto, con le battute tra virgolette e la presenza di verbi interlocutori (disse, rispose, ribatté, ecc.);
- il discorso diretto libero, in cui mancano virgolette e verbi interlocutori, e in cui le parole pronunciate direttamente dal personaggio non sono quasi distinguibili da quelle riportate dal narratore, se non per piccoli segni. (Un esempio eccellente è fornito dal romanzo Cecità di José Saramago, dove soltanto le maiuscole indicano l'inizio della battuta di un dialogo);
- il monologo interiore ed il flusso di coscienza (sono le grandi novità del romanzo del Novecento, tra Proust e Joyce). Con il monologo interiore, il lettore è direttamente introdotto nel pensiero del personaggio, senza alcun commento esterno; il flusso di coscienza (celebre quello di Molly, insonne, alla fine dell'Ulisse di Joyce) registra le intime divagazioni di un personaggio il cui pensiero non si sviluppa su di un tema preciso, ma procede a ruota libera, per associazioni mentali e con un fraseggio spesso privo di costrutto. E' forse il caso più rappresentativo di lingua che prevale sul racconto.
 
Il critico letterario, nell'analisi di terzo livello, deve esprimere il suo parere su come e quanto appropriatamente queste tecniche siano state utilizzate all'interno dell'opera.

3.2 Le tecniche di scrittura: La struttura dei periodi e la punteggiatura

Sul piano della struttura sintattica, l'autore può scegliere un periodare costituito da una serie di proposizioni principali accostate o coordinate, che prende il nome di paratassi. Questa scelta rende veloce il ritmo della narrazione. Ne ha fatto grande uso Hemingway, ma lo ritroviamo anche in Manzoni, proprio nel brano del tentativo di matrimonio che abbiamo citato in precedenza. ("Don Abbondio vide confusamente, poi vide chiaro, si spaventò, si stupì, s'infuriò, pensò, prese una risoluzione: tutto questo nel tempo che Renzo mise a proferire le parole..."). La punteggiatura è in genere semplice e ripetitiva.
 
L'autore può però anche scegliere una struttura del periodo più articolata, una sintassi più complessa, ricca di proposizioni principali e subordinate, detta ipotassi. In questo caso, anche la punteggiatura risulta più abbondante e variata. E, sempre parlando di punteggiatura, ci sono i casi in cui essa viene volontariamente e totalmente soppressa (per esempio nel già citato monologo di Molly dell'Ulisse di Joyce).
 
Individuare e valutare l'uso della punteggiatura e la struttura sintattica utilizzata dall'autore è un altro degli impegni di un'analisi di terzo livello.

3.3 Le tecniche di scrittura: Le scelte lessicali e il registro linguistico

In linea di massima, ogni opera presenta un prevalente registro linguistico (formale, informale, familiare, colloquiale, gergale...), ed anche per la caratterizzazione dei personaggi si ricorre spesso ad un registro adeguato: Un ragazzo di oggi, ad esempio, non dirà "Sono fortemente alterato", ma piuttosto "Sono incazzato nero!").
Le scelte lessicali vanno di pari passo con la scelta del registro linguistico, anche se nei testi di molti autori compare sovente la presenza di più linguaggi. L'esempio più significativo è senza dubbio quello di Gadda, che usa termini arcaici, dialettali, parole straniere, termini tecnici e dà vita ad un pastiche linguistico per ottenere effetti caricaturali o tragicomici. È chiaro che valutare il corretto assegnamento di un certo registro linguistico a ciascuno dei personaggi è un altro dei compiti del critico letterario che operi un'analisi di terzo livello.

3.4 Le tecniche di scrittura: Le figure retoriche

E qui, citarle tutte, diventerebbe troppo lungo! Ma per leggere bene, bisogna saperle riconoscere, ed individuare la funzione e l'opportunità d'impiego almeno delle principali, come la metafora, il paragone, la preterizione, la litòte, etc.

....e poi.... tocca al lettore

Ai suoi studi personali e alla sua esperienza è assegnato il compito di completare l'analisi di terzo livello con un giudizio professionale complessivo che aiuti l'autore a comprendere meglio la sua stessa opera e, nel caso, ad intervenire in alcuni punti per rettificarli e rendere in definitiva migliore il suo testo.
Pagina precedente