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Impariamo a valutare una proposta di pubblicazione

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Prima di firmare un contratto di pubblicazione, sono mille le cose da guardare, perché la cosa peggiore che possa capitare ad un Autore Esordiente non è rimanere inedito, ma pubblicare male!
Proprio per questo, il nostro primo consiglio è quello di leggere con attenzione tutti i consigli che abbiamo raccolto dal '98 ad oggi su questo sito, consigli da tenere bene a mente prima di firmare qualsiasi contratto di pubblicazione, perchè vi daranno tutti gli strumenti per giudicare in completa autonomia se la proposta di contratto che hai ricevuto è una buona proposta o meno.
 
Gli Editori "Certificati"
Innanzitutto, sul nostro sito è attivo da qualche tempo un servizio di "certificazione" delle case editrici. In pratica, a fronte di segnalazioni positive o negative da parte di Visitatori delle nostre pagine, nel ricco elenco ospitato sulle nostre pagine, accanto ai dati di molti operatori è stato apposto il simbolo "TESTED" ed una serie di faccine sorridenti, una per ogni esperienza positiva, e di faccine tristi, una per ogni esperienza negativa. A questo proposito, è bene chiarire che il nostro sito è improntato alla massima trasparenza: tutte le informazioni in nostro possesso sono pubblicate sul nostro sito, e non conserviamo "archivi segreti" su questo o quell'operatore! In ogni caso, nel rispetto della legge sulla privacy, non potremo mai fornire maggiori particolari su queste segnalazioni e men che mai mettervi in contatto con chi le ha inviate. Quello che invece possiamo fare, è assicurare che tutte le testimonianze, positive o negative che riceviamo, vengono verificate dalla nostra Redazione che, a fronte di ogni segnalazione, si mette sempre in contatto diretto col segnalatore per verificarne l'attendibilità. Non entriamo invece mai nel merito oggettivo della segnalazione; il nostro criterio di giudizio è semplicemente quello della "customer satisfaction" : se un utente è rimasto soddisfatto del trattamento che ha ricevuto dal suo Editore, a noi non interessa sapere se l'entità del contributo pagato era davvero proporzionata ai servizi ottenuti o se il Libro è davvero arrivato in libreria. E' ciascun utente, con la propria sensibilità e col raggiungimento o meno delle proprie aspettative a fornire il metro di paragone per questi giudizi! E, questo stesso criterio della soddisfazione del cliente, vale anche per le segnalazioni negative. Laddove ci sia stata una vera inadempienza contrattuale, siamo noi stessi a suggerire all'Autore di richiedere con una raccomandata la rescissione immediata del contratto e, eventualmente, di agire per vie legali per ottenere un risarcimento da parte dell'Editore. Il più delle volte, però, si tratta di contratti firmati con troppa superficialità da parte dell'Autore e che, di fatto, non impongono nulla all'Editore che, in questo modo, non è perseguibile legalmente ma lascia comunque insoddisfatto l'Autore.
 
Diritti & Doveri
In Italia esistono più di millecinquecento Case Editrici, la maggior delle quali parte è aperta agli Autori Esordienti. Chi è seriamente alla ricerca di una pubblicazione non potrà dire di averci provato davvero se non dopo aver contattato, in un modo o nell'altro, almeno un centinaio di case editrici!
Statistiche alla mano, siamo sicuri che ogni Autore che ci provi davvero riceve prima o poi diverse proposte di pubblicazione da valutare. Quello che ci interessa, allora, è mettervi nelle condizioni di valutarle correttamente. Infatti, nel valutare una proposta di pubblicazione, spesso gli autori si soffermano soltanto su parametri legati alla presenza o meno di una richiesta di contributo all'Autore, e sugli aspetti esclusivamente economici dell'entità di tale contributo, delle copie stampate e della percentuale spettante all'autore, parametri che non sempre da soli sono sufficienti per giudicare correttamente la proposta. Quello che è davvero importante è porre l'accento sugli impegni che Autore ed Editore si apprestano a sottoscrivere all'atto della stipula del contratto: Con la firma del contratto, l'Autore viene quasi sicuramente vincolato a cedere i diritti sul suo Libro per un certo periodo di tempo (di solito circa 5 anni, ma in alcuni contratti se ne pretendono addirittura 20!), probabilmente l'Editore si prenderà anche un diritto di prelazione sulle sue opere future, nonché i diritti su eventuali traduzioni del libro in altre lingue o di sue trasposizioni teatrali, cinematografiche e così via. Tutto ciò è del tutto normale, sono impegni che in genere un Autore è tenuto a rispettare nell'ambito di un contratto di edizione ma, a parte la corretta quantificazione dei periodi temporali e delle percentuali, bisogna vedere se questi impegni dell'Autore verso la Casa Editrice sono bilanciati da altrettanti vincoli dell'Editore verso l'Autore; in pratica, perché il contratto possa definirsi equo, l'Editore dovrebbe impegnarsi da contratto su temi quali, il numero minimo di copie da stampare per ogni tiratura (ATTENZIONE: numero minimo, non numero massimo!), numero di copie omaggio che spettano all'Autore per ogni tiratura, agevolazioni particolari per acquisti diretti da pare dell'Autore, su aspetti riguardanti la vera e propria realizzazione editoriale del volume (tipo di copertina, numero di pagine, modalità di editing e gestione della revisione bozze, rilegatura, prezzo di copertina, assegnazione del codice ISBN e/o dei bollini SIAE, etc.) ma soprattutto sugli aspetti della promozione del Libro, e della sua distribuzione. Frasi generiche su questi argomenti, che non consentano successivamente di misurare e verificare oggettivamente se il contratto è stato onorato o meno dall'Editore, non sono sufficienti. Gli impegni dell'Editore in queste due attività devono essere quantificati e predefiniti (numero minimo di librerie in cui l'opera sarà acquistabile, numero di serate di presentazione organizzate dall'editore per questo libro, etc.). Inoltre, l'evidente impossibilità, dopo un tempo ragionevole dalla pubblicazione (diciamo 18 mesi), di poter acquistare senza problemi il libro nella maggior parte delle librerie indicate dovrebbe essere, per iscritto, una condizione sufficiente a determinare la cessazione del contratto ed il recupero da parte dell'Autore di ogni diritto sul proprio libro, con la possibilità, quindi, di poterlo riproporre immediatamente ad una nuova e più efficiente casa editrice.
 
E se mi chiedono un contributo?
Alla luce di queste considerazioni, dunque, non è affatto detto che una proposta di pubblicazione che non preveda il contributo dell'autore sia automaticamente migliore di una che preveda un piccolo contributo. Firmare un contratto di pubblicazione con un editore che, pur non richiedendo alcun contributo, di fatto non stampa il testo, tenendolo così bloccato per anni, potrebbe essere più pericoloso e meno vantaggioso per l'autore che pubblicare con un editore che richieda un piccolo contributo, a copertura parziale (e non totale!) delle spese di pubblicazione e che ha quindi tutto l'interesse a che quel libro venga conosciuto e venduto, perché ne va dei suoi stessi guadagni! Riteniamo possibile, ma non certo auspicabile, che l'Editore rimandi completamente Promozione e Distribuzione all'Autore. Ma in questo caso, il contributo alla pubblicazione dovrebbe essere minimo, o del tutto assente.
 
Un codice che non può mancare
Un altro aspetto importante da valutare è poi la presenza sul libro del codice ISBN. E' vero che in Italia esso non è ancora obbligatorio per legge, ma sappiamo benissimo, grazie anche all'esperienza che stiamo facendo con l'Associazione DANAE, che la stragrande maggioranza delle librerie si rifiuta di accettare in negozio Libri sprovvisti di questo codice che, al momento, rappresenta il modo più semplice ed efficace per un libraio di verificare che un libro sia stato regolarmente pubblicato da una vera casa editrice e non stampato da una qualsiasi tipografia: in questo secondo caso, un libraio che lo ponesse in vendita potrebbe avere dei problemi addirittura di tipo penale! Quindi, sono davvero in pochi i Librai disposti a rischiare. Ecco perché riteniamo irrinunciabile la presenza dell'ISBN.
 
Mai "Prendere o Lasciare"
Non dimenticate mai che un contratto di pubblicazione non è una legge dello Stato, ma è solo una proposta commerciale da parte di una Casa Editrice: se ci sono dei punti che non vi convincono o semplicemente non vi piacciono, se l'entità del contributo richiesto vi sembra elevata, o se ci sono degli argomenti che non vi sembrano sufficientemente approfonditi e chiariti dal contratto che vi è stato proposto, nessuno vi vieta di contro-proporre delle modifiche al contratto. Quando si tratta di sottoscrivere un contratto di pubblicazione, non dovrebbe mai trattarsi di un "prendere o lasciare". Non dovete per forza firmare un contratto standard e accettare le condizioni che l'Editore vi sta proponendo: se siete fatti l'uno per l'altro, l'Autore e l'Editore riusciranno senz'altro a trovare un punto d'accordo.
 
Ma sarò distribuito?
Quanto alla possibilità di sondare l'effettiva diffusione di una casa editrice, ci vuol poco a verificarla: basta scegliere un Libro di questo editore, magari quello più pubblicizzato sul suo sito, e provare a telefonare ad una decina di Librerie nelle più grandi città italiane (si possono trovare i numeri su www.paginegialle.it ) per verificare se presso di loro è possibile acquistare quel Libro. Se non fosse possibile, tenete subito pronta qualche altra alternativa e provate a chiedere se hanno altri libri di questo stesso editore. In questo modo, in un paio d'ore al massimo, e spendendo pochi euro, farete piazza pulita di tutti i vostri dubbi: al vostro libro, se pubblicate con quell'Editore, non potrà che capitare una sorte analoga.
 
Conclusioni
La strada della pubblicazione, della buona pubblicazione, è difficile ma non impossibile da percorrere. Ci vorrà tanto impegno, e probabilmente mesi o anni di lavoro paziente, ma se davvero avete scritto cose interessanti, i risultati arriveranno.
Se poi vuoi approffondire questi argomenti, non posso che invitarti a leggere il manualetto Il Filo d'Inchiostro che io e Piera Rossotti abbiamo firmato a quattro mani e che è in distribuzione attraverso l'innovativo circuito di DANAE.
 
 
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